AIFA blocca lotto ABV2856 AstraZeneca su tutto il territorio nazionale

Aifa blocca il lotto ABV2856 di AstraZeneca con il divieto di utilizzo sull’intero territorio nazionale. La partita di dosi vaccinali risulterebbe collegata alla morte per arresto cardiaco del sottufficiale della Marina militare, Stefano Paternò di Corleone, residente a Misterbianco in provincia di Catania e in servizio ad Augusta. I campioni in causa verranno sottoposti ad analisi da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), causerebbero «eventi avversi gravi». Sono subito state avviate, e sono in corso, tutte le verifiche del caso di AIFA con i NAS e le autorità competenti, mentre si acquisiscono le necessarie documentazioni cliniche.

L’agenzia del farmaco darà tempestiva comunicazione di «qualunque nuova informazione disponibile», e si riserva di mettere in atto ulteriori provvedimenti, qualora si rendesse necessario coordinandosi con l’agenzia europea per i medicinali (Ema). Tuttavia, al momento, non è stato rilevato «alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino» e gli eventi avversi di cui sopra. Intanto, a Palermo, avrà a breve inizio a Palazzo Orleans la conferenza stampa indetta dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. In Sala Alessi, a partire dalle ore 17:30, si discuterà la decisione assunta dall’Aifa.

Nella “città nera” s’indaga su una delle morti presumibilmente connettibili al lotto del vaccino AstraZeneca, quella di Davide Villa, poliziotto dell’Anticrimine di Catania, risalente al 7 marzo scorso, avvenuta per emorragia cerebrale seguita a trombosi venosa profonda. Sul caso, la Procura ha avviato un’inchiesta. Il vaccino sarebbe appartenente allo stesso lotto vaccinale del decesso del Paternò.

Anche la Procura di Siracusa indaga. L’attenzione è massima sul casi relativo al decesso del Paternò. Sono circa dieci le persone iscritte nell’elenco degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Raggiunti dall’accusa di omicidio colposo l’intera catena di distribuzione del vaccino dalla società Astrazeneca e tutto il personale sanitario dell’ospedale militare che si è occupato dell’inoculazione del vaccino.