“Amara terra mia”, l’editore Arcoraci: «Urlo il dispiacere delle persone»

Una diretta al vetriolo, quella social a cura di Franco Arcoraci, ex poliziotto antimafia ora regista ed editore di Telespazio Messina. Nel corso del collegamento, è stata preannunciata la trasmissione “Amara terra mia” e poi sviscerati, fin nei minimi dettagli e con tanto di immagini video a supporto, i non pochi disservizi cui sono sottoposti i cittadini di Milazzo, comune tirrenico della città metropolitana di Messina. Scottante l’argomento di apertura, il più infuocato tra quelli trattati: la raffineria di Milazzo. Così, tanto per partire in bellezza. Si è parlato della nube che è sprigionata, il 24 agosto scorso, dagli impianti della raffineria di Milazzo. «In questi giorni, – ha detto Arcoraci – se ne sono dette: che era la sabbia del deserto, che non aveva avuto impatto ambientale. Ora, leggiamo che ha generato impatto ambientale». Tra l’altro, è risultato, e sembra che sia addirittura ammissibile, che «la raffineria possa avere episodi analoghi per 24 volte all’anno».

Altra nota dolente, la legge antinquinamento. Il punto cruciale, e doloroso, è uno: «Non è stata approvata dalla Regione». Ma questo resta un punto in sospeso di cui si parlerà prossimamente, nel corso della trasmissione televisiva. «È scaduto il termine dei 90 giorni e il termine ultimo. – dettaglia Arcoraci – Il decreto attuativo permetterebbe ai lavoratori della raffineria di Milazzo di lavorare in sicurezza e agli abitanti dell’area del Mela di respirare un po’ di aria più pulita. Mettere i filtri costa – noi lo capiamo – non è cosa che si potrà fare in due giorni ma intanto si deve cominciare». L’Arpa Sicilia, analizzando i dati ambientali, ha rilevato il superamento del valore limite orario per l’anidride solforosa nel comune di Barcellona Pozzo di Gotto e picchi nelle centraline installate a Milazzo e nella valle del Mela.

«Avevo chiesto le dimissioni di Pippo Midili, sindaco di Milazzo, perchè non dobbiamo perdere di vista il bene comune, ma compiere azioni in favore alla nostra gente. – prosegue Arcoraci, conducendo l’ascoltatore nel suo viaggio alla scoperta di quello che non va. «Non dimentichiamo le fasce deboli, i bambini, i nostri anziani e i disabili – dice –per rendere la qualità della loro vita migliore. Un amministratore, fa i contratti con le aziende e cerca di ottenere il meglio. Questo deve essere il sindaco: metà politico e metà popolare». L’invito a tutti i siciliani è di elencare le cose che non vanno. «Dobbiamo essere vigili sull’operato. Dobbiamo fare capire che ci sono cose che non vanno. Questo è un problema di noi siciliani, di dire le cose al bar con gli amiciaa o di lamentarci con le mogli quando ritorniamo a casa. Così le cose non cambieranno mai».

Anche quanto al nuovo sistema di raccolta Arcoraci e i suoi collaboratori hanno rintracciato cosa non va, oltre alla querelle esplosa tra il Primo cittadino milazzese e il consigliere di opposizione della Lega, Maisano. L’appello alla popolazione è di andare a ritirare il kit in determinate fasce orarie, ma il consigliere Maisano avverte: «Guardate che non è così: i kit vanno consegnati a domicilio». Della stessa idea Franco Arcoraci, che aveva già allertato i cittadini nel corso delle sue dirette: «Quanto ha detto Maisano, l’ho detto anche io. – sottolinea – I kit per la raccolta differenziata devono essere consegnati a casa, perché li abbiamo pagati». Morale della favola “kit a domicilio SÌ, kit a domicilio NO” è esploso un botta e risposta catena e senza esclusione si colpi.

Se è vero che i cittadini hanno diritto a ricevere i servizi, non sempre accade che i servizi vengano erogati per come sarebbe giusto. Così è per il cimitero, divenuto penso un bene fruibile da pochi. «Le barriere architettoniche non permettono agli anziani di andare a vedere i propri cari defunti. La differenza la fanno i servizi, questo è quello che vuol dire essere avanti. Se tu a tutto questo non pensi, Pippo Midili, non puoi essere il mio sindaco. D’accordo che devi fare la tua parte politica, perchè dobbiamo abbellire il castello di Milazzo o altro. Lavoro significa che parti da casa alle 8 e, guarda caso, coincide con il ritiro del kit, chi non ha la patente, chi deve badare i figli, chi è anziano. Mi dispiace per la Caruter (società che gestisce i rifiuti in città, ndr)».

Un monito per tutti è di assistere alla trasmissione “Amara terra mia“, il cui titolo emblematico è indicativo per scoprire le non poche “cose” che non vanno. Segue, a conclusione, l’invito sincero a partecipare in studio ad una delle puntate con la seguente considerazione: «Noi siamo irriverenti, ma giusti e corretti. Ti aspettiamo!».