Angela Maraventano, da comparsa nel film “Respiro” a “scomparsa” sul palco di Catania

“Non è più possibile. Non abbiamo mai chiesto assistenzialismo a Lampedusa. Spero che il Ministro accolga la mia richiesta perché ormai siamo arrivati alla torta. Dopo vent’anni di vivere quotidianamente questo fenomeno è l’unica soluzione possibile per salvare noi e questi poveri disgraziati che continueranno a morire in mare”.

Chi parla, incespicando sulle parole, è Angela Maraventano a una Tv locale nel 2008; qualche chilo meno rispetto a oggi e capelli più voluminosi e lunghi. Da femme fatale. Non per nulla, fu scelta come comparsa nel film Respiro di Emanuele Crialese.

La sua storia nel partito Lega è longeva come il pagamento dei contributi prima della quiescenza; ma anche come il tema dell’immigrazione, che spinse l’ex Senatrice a proclamare, in passato, uno sciopero della fame.

E sempre l’immigrazione è stato il tema galeotto del suo scivolone, in cui la Maraventano ha inserito le parole per cui ora è nota anche ai non addetti ai lavori:

“Quest’invasione che questo governo abusivo, complice di chi traffica carne umana, oggi vuole invadere il nostro territorio. E c’è anche dentro la nostra mafia che ormai non ha più quella sensibilità e quel coraggio che aveva prima. Dove sono? Non esiste più perché noi la stiamo completamente eliminando. Nessuno ha più il coraggio di difendere il proprio territorio”.

Ecco stroncato il percorso di una politica ambiziosa: la Maraventano ha dovuto dimettersi dalla Lega su richiesta del Commissario per la Sicilia, Stefano Candiani, che non reputa ammissibili certe ambiguità di pensiero sul fenomeno mafioso. Matteo Salvini, dal canto suo, pensava si fosse spiegata male.

La premessa è che le parole dell’ex Senatrice sono assolutamente ingiustificabili. Pur tuttavia, sembra improbabile che chiunque avalli un sistema mafioso, si sogni di salire su un palco a sbandierarlo come la vela solare sulla luna. Come si dice, “mutu e travagghia”.

Suona credibile, piuttosto, una carenza di doti oratorie per esprimere un concetto inerente all’evoluzione del sistema mafioso dalla nascita a oggi: dall’origine della mafia del “porta a porta” ad un sistema molto più articolato e invisibile, come spiegato nel libro Cosa Nostra S.p.a del giudice Sebastiano Ardita.

Come spiegato dalla politica, il suo intervento mirava a colpire la mafia nigeriana. Ma la Maraventano ha giocato con un boomerang insidioso, e c’è rimasta (idealmente) secca.

La mafia nigeriana ha, in effetti, un volto ben visibile nelle nostre città: lo spaccio di droga e lo sfruttamento della prostituzione delle donne clandestine, sono i tratti più evidenti.

Ma “la mafia sensibile e coraggiosa di un tempo” non è mai esistita.

Altrimenti, a Claudio Domino di 11 anni non avrebbero sparato un proiettile in fronte; Giuseppe Di Matteo, di 12 anni, non sarebbe stato strangolato e sciolto nell’acido; Paolino Riccobono, 13 anni, non sarebbe stato coinvolto in uno sterminio di faida; Il piccolo pastorello Giuseppe Letizia non sarebbe stato ucciso con un’iniezione per aver assistito all’omicidio del medico Francesco Russo.

Delitti d’onore, d’interesse, proiettili vaganti: non esiste una mafia dotata di sensibilità.

Tuttavia, persiste una realtà in alcuni paesi e periferie: la realtà di famiglie criminali che ancora controllano il territorio e per cui “nessuno ti tocca niente”: macchine, motorini, biciclette. La realtà di clan che fanno il bello e il cattivo tempo e decidono chi deve lavorare, a chi bruciare il motorino o tagliare le ruote dell’auto. Sono aree difficili da penetrare, repubbliche autonome dove la TARI arriva per inerzia ma allo Stato non interessa.

Era forse il concetto che voleva spiegare la politica lampedusana, che non si meriterebbe di ricoprire un ruolo politico di spicco all’interno di un partito. Questo perché i messaggeri dei cittadini hanno il compito di maneggiare le parole, cesellarle con estrema cura ed attenzione.

Ed è falso oggi come mai, che verba volant scripta manent, perché un video su YouTube è indelebile come un’enciclica.

Da Free Press Online