Comitato Festeggiamenti Agatini, è spaccatura

I malumori, le tensioni ed una palese spaccatura all’interno del Comitato si erano manifestate già durante le Celebrazioni del mese di agosto. Il programma, preparato dal Comitato, pur essendo stato presentato attraverso i social media, anche con un concerto ed esposizione delle reliquie che avrebbero causato inevitabili ed ingestibili assembramenti, non ha avuto il via libera e non si è fatto, dato che non era stato evidentemente concordato con le autorità. Il tutto con un evidente risentimento dei vertici della Chiesa catanese che infatti diede vita esclusivamente ad una messa in streaming.
L’aspetto più interessante però era che nel video postato su Facebook, il presidente Riccardo Tomasello aveva voluto sottolineare che quel programma era stato predisposto dal Comitato “a maggioranza”. Evidenziando lui stesso una spaccatura: metà Comitato, in particolare i membri indicati dalla Chiesa – il vicepresidente Giovanni Russo, la notaia Maria Grazia Tomasello, l’avvocato Carmelo Peluso – non volevano presentare alcun programma, giustamente preoccupati dal Covid e dalle indicazioni delle autorità sanitarie e non solo (la Cei aveva vietato le processioni in tutta Italia).
Questa spaccatura all’interno del Comitato va avanti da mesi, con una gestione da parte del Presidente, Riccardo Tomasello, evidentemente giudicata dai suoi colleghi personalistica e non condivisa. Ma il programma di agosto non è stata la sola questione che ha ingenerato malumori tra le due “fazioni”. La gestione economica dalla Festa da parte del Comitato, con lo sforamento del budget, hanno sollevato altri malumori e perplessità, con i dipendenti del Comune che, ad esempio, dopo quasi un anno, non hanno ricevuto il loro consueto onorario per le prestazioni svolte durante i festeggiamenti di febbraio 2020. Il Comitato, per il suo funzionamento, riceve i fondi dal Comune. Per il 2020 tale contributo era stato aumentato rispetto agli anni precedenti, arrivando a 380mila euro, ma il Presidente ha chiesto con insistenza una somma aggiuntiva al Comune per coprire lo sforamento. E l’Amministrazione comunale ha dovuto approvare una delibera aggiuntiva con la quale ha elargito altri 60mila euro.
Le tensione è dunque giunta al culmine e si è palesata con le recenti dimissioni di metà dei componenti il Comitato, l’intera delegazione indicata dall’Arcivescovo. I rimanenti tre membri, oltre il Presidente, sono quelli indicati dal Comune. Un fatto grave, considerando che il Comitato è un ente paritetico i cui soci fondatori sono il Comune di Catania e l’Arcidiocesi, appunto. Se una delle due parti si sfila, evidentemente, il normale funzionamento viene meno.
Ultimo fatto, in ordine di tempo, è stata la presentazione degli eventi religiosi svolta la settimana scorsa in Arcivescovado. Contrariamente alla decennale tradizione il Presidente non era presente al tavolo con Arcivescovo e Sindaco.