Covid-19: medici e infermieri nelle scuole

Arriva da Vittoria, nel Ragusano, la proposta a dimensione di alunno di ogni ordine e grado. Con una lettera aperta, Giovanni Mangione, operatore del 118 del Comune dell’aquila nera, si rivolge al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, all’assessore alla Sanità Ruggero Razza, al Prefetto di Ragusa Commissione prefettizia Vittoria e al Direttore generale Asp Ragusa Angelo Aliquò. L’idea che lancia è quella di ripristinare una situazione organizzativa ricorrente nel passato per un’applicazione attuale in vista anche della sicurezza nelle scuole, che i tempi richiedono fortemente a fronte dell’emergenza epidemiologica in atto, sia sul piano della tutela della salute fisica che psichica.

Mi chiamo Giovanni Mangione, sono un operatore del 118 di Vittoria. Vi invio questa lettera per lanciare una proposta, un progetto per la mia città e per tutta la Regione Sicilia. Al di là di quanto è stato fatto, dai banchi monoposto ai divisori in plexiglass posti tra uno studente e l’altro, una domanda dopo tanti anni mi ritorna in mente, insistentemente. E cioè: piuttosto che far fare ai docenti e ai dirigenti, nelle varie ore della giornata scolastica, gli assistenti sanitari ausiliari, i controllori di febbri e di mascherine, i geometri misuratori degli spazi interumani, non sarebbe molto meglio mettere in atto un progetto?

Giovanni Mangione

Perché non ritornare ai tempi in cui avevamo un medico e un infermiere in ciascun plesso scolastico? Il problema della sorveglianza sanitaria si risolverebbe senza gravami sul personale scolastico, dall’altro lato potrebbe essere di incentivo professionale per medici ed infermieri alle prime armi. Possibile che nessuno riesca a guardare agli esempi scolastici con medici ed infermieri presenti in tutto il mondo? Medici e infermieri in ambito scolastico avrebbero lo scopo di proteggere e promuovere la salute degli studenti, facilitarne lo sviluppo ottimale e contribuire al successo accademico.

Educare alla salute come elemento cardine, in questo periodo di Covid-19, è ora più critico che mai. Alcuni esempi: monitorare e gestire le sintomatologie febbrili e da raffreddamento, effettuare screening o insegnare tecniche di Primo Soccorso. E ne abbiamo visti di giovani sentirsi male o addirittura perdere la vita. Come non ricordare la grave perdita di una ragazza deceduta qualche anno fa, in una scuola, a Vittoria? Le figure del medico e dell’infermiere nelle scuole sarebbero utili alla gestione degli studenti ed una infermeria, o almeno una area in cui poter temporaneamente isolare e curare fino all’arrivo dei genitori o prima dell’invio in strutture sanitarie tramite il 118. E ancora, sarebbe un investimento valido anche per il futuro e non soltanto per l’attuale emergenza sanitaria.

Perché non inserire l’insegnamento dell’Educazione Sanitaria? Stiamo affrontando una pandemia da Covid-19, e reagendo ad essa, ma le altre pandemie non si sono fermate: quella dell’obesità, del diabete, del bullismo, del gioco d’azzardo, i giochi online, i social, droga e alcool, primo soccorso di base, insegnare ai ragazzi come comportarsi nelle emergenze come chiamare il 118 o le Forze dell’Ordine. Perché non investire suoi giovani? Il cambiamento di questa società sono loro. Quindi, a mio avviso, siamo â un punto cruciale: La necessità di offrire un nuovo servizio, quello sanitario, “ri-orientato” alle attività di promozione della salute e di prevenzione. So bene che sarà un processo sicuramente molto difficile, ma vi invito a riflettere sul problema, che ritengo non vada sottovalutato. Il progetto che propongo, illustrissimi Signori, non è una mia idea, ma fateci caso, è presente in molti Paesi del mondo. Perché non può essere realizzato anche nella mia città di Vittoria o addirittura in tutta la Sicilia?”.