Enna, violenta paziente in ospedale: indagato ausiliario Asp

Due i reati contestati: violenza sessuale (continuata) e tentata violenza privata, entrambi perpetrati ai danni di una paziente fragile, che si trovava ricoverata in ospedale. Ad avere abusato della donna, che aveva poi minacciato, un ausiliario dell’Asp di Enna. L’uomo è accusato di avere compiuto abusi sessuali sulla donna durante i ricoveri in ospedale, approfittando della sua fragilità psicologica. Successivamente, lo stesso avrebbe comminato minacce alla sua vittima per indurla a ritirare la denuncia, con la seguente motivazione: “Avrebbe passato dei guai“.

Le indagini sono scattate su segnalazione dei medici del reparto, con cui la donna si a confidata. I “riscontri oggettivi” rilevati nel racconto della vittima hanno portato ad una rapida risoluzione del caso. A condurre l’attività di investigazione la Squadra mobile, che ha anche eseguito la misura cautelare, emessa da Gip, nei confronti del reo. Provvedimento richiesto dal Procuratore Massimo Palmeri e del Sostituto Stefania Leonte. Secondo l’accusa, l’indagato “approfittando delle condizioni di vulnerabilità della vittima e della sua posizione” avrebbe abusato di lei e “avrebbe anche tentato, con la minaccia, di costringerla a ritrattare”.

Un parere sulla vicenda è stato espresso da Cinzia Leone, Senatrice M5S della VI Commissione, Finanze e Tesoro, vice presidente della Commissione sul Femminicidio, con il supporto dei parlamentari M5S Fabrizio Trentacoste e Andrea Giarrizzo: “Ennesimo caso gravissimo di abuso sessuale e violenza psicologica. L’ausiliario dell’ASP di Enna non solo avrebbe violentato la giovane diciottenne ricoverata, ma avrebbe anche provato a minacciarla affinché ritrattasse le accuse. Grazie al sostegno degli investigatori la giovane donna è riuscita a raccontare nel dettaglio quanto accaduto e, trattandosi di ‘Codice Rosso’, è stato possibile notificare repentinamente la misura cautelare, disposta dal procuratore Massimo Palmeri, a cui va tutta la riconoscenza”.

Oltre all’indignazione, anche la richiesta di interventi fattivi: “Non è più tollerabile che alcuni uomini si sentano autorizzati ad esercitare la loro sessualità sulle donne a prescindere dalla loro volontà. Ma davvero non si può proprio intervenire prima? Non ci sono misure da adottare per evitare ‘il fatto’ che darà conseguenze permanenti sulla vittima? Ad esempio, dobbiamo studiare misure per perfezionare l’organizzazione degli spazi ospedalieri in modo tale che il controllo sia sempre possibile. È fondamentale lavorare costantemente in Parlamento per combattere ogni tipo di violenza sul piano repressivo e preventivo“.