Governo Draghi: nessun ministro siciliano

Grande delusione e forte stupore in Sicilia per l’assenza nel nuovo governo Draghi di ministri siciliani. Mentre nel precedente governo Conte erano ben quattro i siciliani ministri e cioè Provenzano, Bonafede, Catalfo e Azzolina. Una strana coincidenza con il governo Monti in cui non era presente anche in quell’occasione nessun ministro siciliano. Si registrano nel panorama politico siciliano reazioni polemiche.
“Non si può non notare l’assenza di siciliani al governo anche se il Ministero del Sud a Mara Carfagna mi rende molto felice. Speriamo nei sottosegretari, sono fiducioso” dichiara il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè (Fi). Anche i Cinque stelle si lamentano: “Non era certo questo il governo che ci aspettavamo. Siamo delusi sia dal nome dei ministri, che dalla loro provenienza geografica. La Sicilia è stata totalmente dimenticata e in questo momento storico, con la programmazione del ‘Recovery fund’, può essere devastante, contribuendo ad allargare ancora di più il gap tra Nord e Sud. Se fossimo al posto dei parlamentari siciliani a Roma non voteremmo la fiducia al governo Draghi” dichiarano perentori i deputati del M5s all’Ars. “La Sicilia – osserva il capogruppo Giovanni Di Caro – è sempre stata una roccaforte per il M5s, non essere rappresentata è uno schiaffo che i nostri cittadini non meritavano”.
Dubbi e critiche vengono avanzate anche dalla Lega. “Certo è un fatto che salta all’occhio, lo ritengo casuale ma speriamo che ci sia l’attenzione da parte di tutti i ministri” dice Nino Minardo, segretario regionale del Carroccio. “I nostri – aggiunge – sono di assoluta qualità e insieme lavoreremo per la Sicilia, ma chiederemo una maggiore attenzione nelle scelte di viceministri e sottosegretari”.
Si trova d’accordo e solidale anche il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo: “Non sempre la presenza di siciliani è garanzia di attenzione, ma in questo quadro la rappresentanza al governo sarebbe stata fondamentale, è una ferita e il Pd ha il compito di rimuoverla come il numero esiguo delle donne, speriamo nei viceministri e nei sottosegretari”.