Il sindaco di Messina preannuncia il blocco dello Stretto

«Basta un colpo di penna, visto che il ministro Speranza ha fatto una modifica il 9 gennaio, rendendosi conto quello che questa norma ha generato per quanto riguarda la continuita territoriale». A parlare è il sindaco di Messina, Cateno De Luca; il riferimento è alle nuove norme, imposte dal Decreto Legge Draghi, che disciplinano il certificato vaccinale verde. «È stato fatto per le isole minori – tuona il Primo cittadino – ma non è stato fatto per il pendolarismo e per quelle situazioni che, per motivi di salute, portano ai “viaggi” cosiddetti “della speranza” dalla Sicilia verso il resto d’Italia».

E lancia quello che suona come un ultimatum a chi di competenza: «Aspetteremo queste 48 ore (oggi è domani) e, se questa risposta legittima non arriva, domenica 26 gennaio alle 10 saremo qui. Non si può continuare ad utilizzare lo Stretto di Messina per portare avanti un obbligo di vaccinazione senza considerare la specificità dei territori. Abbiamo chiesto questo, lo abbiamo spiegato e lo continueremo a spiegare».

Così, il blocco dello Stretto di Messina, già preannunciato, ha adesso una data e un’ora certe. Ad annunciarlo il sindaco della città, Cateno De Luca, in una sua diretta social. Il blocco avverrà domenica 16 gennaio 2022, alle ore 10:00. Sarà il modo per protestare contro le norme Green Pass che regolano il traghettamento. Sono due le note realizzate per chiedere al Governo Draghi la modifica della disciplina che viola la continuità territoriale, che non riguarda soltanto la Sicilia ma anche la Sardegna così come tutte le isole. Intanto è in elaborazione una terza nota diretta al Governo nazionale.

«Abbiamo spiegato perché i siciliani sono sotto sequestro e quali sono gli elementi che vanno modificati urgentemente per evitare effetti tragici che questa norma sta generando soprattutto per la tutela della salute. Abbiamo, per ben due volte, chiesto una modifica. Non si consente ai siciliani di poter tutelare la propria salute. Serve una norma transitoria, che tenga conto anche della tempistica dei protocolli sanitari tra il primo vaccino e il richiamo, e il completamento con il terzo vaccino. Tante famiglie, oggi, non possono uscire dalla Sicilia per interventi delicati e urgenti, tante famiglie non possono rientrare in Sicilia». Così il Primo cittadino di Messina.