Invasione granchi blu in Sicilia: è allarme, al via il progetto “Bleu Adapt”

Anche in Sicilia scatta l’allarme “Granchio Reale Blu“. il vorace crostaceo, che da tempo vive nel mar Rosso, ha già distrutto la pesca greca e albanese e, perfino, quella tunisina. In queste località di riferimento vige lo stato d’allarme diramato dalle autorità. Complici i cambiamenti climatici, sta arrivando a “colonizzare’ il mar Mediterraneo, dove è presente in maniera massiccia, giungendovi attraverso il Canale di Suez. La sua presenza è estremamente invasiva e invisa, costituendo un serio pericolo per la biodiversità locale. Il variopinto ospite marino dal predominante colore azzuro divora tutto, dalle piante acquatiche ai molluschi, dimostrando di non apprezzare soltanto i piccoli pesci. Lo scorso anno era stato notato nell’Area marina protetta delle Isole Pelagie ed era persino arrivato nel porto di Lampedusa. Il territorio del “Granchio azzurro“, come viene anche detto, e le sue condizioni ambientali migliori risiedono, tuttavia, nelle coste atlantiche degli Stati Uniti, dove è considerato una prelibatezza da servire a tavola.

Per tentare di risolvere il problema, a seguito delle svariate segnalazioni giunte alle autorità, la Sicilia ha attivato il progetto italo-tunisino “Bleu Adapt”, frutto di una vivace collaborazione tra l’Università di Palermo ed il governo tunisino, con l’obiettivo di preservare gli habitat naturali e le zone costiere del Mediterraneo, anche attraverso una formazione di tutti i pescatori che decideranno di commercializzarlo. Intanto, il Distretto della Pesca e Crescita Blu, con Nino Carlino presidente, ha aderito al Progetto attivato dalla Direction Générale de la Peche et de l’Acquaculture del Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Idrauliche e della Pesca Marittima della Tunisia. Partner l’Institut National Agronomique de Tunis, l’Institut Supérieur de Peche et d’Acquaculture de Bizerte e l’Università di Palermo. Ricordiamo che l’iniziativa è foraggiata con i finanziamenti del Programma Operativo Congiunto Italia- Tunisia 2014-2020 rientra fra le iniziative di cooperazione transfrontaliera (CT) dell’Unione Europea nell’ambito dello Strumento Europeo di Vicinato (ENI).