La Sicilia civile si ribella alla nuova giunta esclusivamente maschile, Musumeci in imbarazzo

Nonostante le vivaci proteste e le oltre seimila firme raccolte in meno di ventiquattr’ore dalla Cgil dopo il varo della giunta esclusivamente maschile (12 uomini su 12), e le adesioni di rappresentanti del mondo accademico e della cultura di associazioni come l’Anpi, il Centro Pio La Torre e forze sociali come la Confapi contro l’uscita dal governo siciliano dell’unica donna, Bernadette Grasso, Nello Musumeci ha confermato i due nomi su cui era stato raggiunto l’accordo a fine anno: Tony Scilla con delega all’Agricoltura e Marco Zambuto alle Autonomie locali.

Marco Zambuto, ex sindaco di Agrigento, in passato presidente del partito democratico siciliano ed approdato solo alle ultime amministrative di ottobre in Forza Italia è andato a colmare il vuoto di quella parte di Sicilia non rappresentata finora nel governo regionale. Tony Scilla, fedelissimo di Micciché, è invece proveniente dalla segreteria dell’assessore uscente Bandiera, è stato in prima linea nella vicenda dei pescatori siciliani sequestrati in Libia oltre ad essere uno degli artefici della vittoria del centrodestra a Marsala.

Le nomine dei due nuovi assessori, annunciate da una nota, sono state formalizzate dal presidente della Regione Musumeci, dopo aver recepito le dimissioni presentate dagli assessori Edy Bandiera e Bernadette Grasso, che ha dichiarato in merito:  “Voglio ringraziare gli assessori Grasso e Bandiera per l’apporto dato al governo con passione e impegno in questi primi tre anni di mandato. Ai nuovi assessori l’augurio di buon lavoro”.