Nuova udienza del processo a Pietro Capuana

Nuova udienza del processo a Capuana. Ascoltate dal giudice due testimoni richieste dall’accusa. Dichiarazioni che di fatto non aggiungono nulla di particolare alla vicenda a carico dell’imputato. La prima, una donna, che ha semplicemente parlato di cose riguardanti gli anni passati della comunità non facendo alcun riferimento ai fatti che costituiscono i capi di imputazione. La seconda testimone ha ritrattato e chiarito dichiarazioni fatte diverso tempo fa di fronte alla Polizia Giudiziaria e ha dichiarato di non avere mai avuto sentore di abusi o di altro simile. Il processo continua. Prossimo appuntamento rinviato al 25 Maggio.
Capuana, ultra settantenne in pensione, fondatore insieme al sacerdote padre Stefano Cavalli, dell’Associazione Cattolica Cultura Ambiente, è accusato di aver molestato alcune ragazze che frequentavano il “Cenacolo” di Aci Bonaccorsi, piccolo centro dell’hinterland catanese.
La Comunità, come è risaputo, fa apostolato ispirandosi ai principi delle prime comunità cristiane. E’ frequentata da circa quarant’anni da migliaia di persone e sono tante le famiglie, tutte concordi nell’affermare l’innocenza di Capuana.
Nei giorni seguenti l’arresto, l’avvocato Mario Brancato suo difensore impugna la decisione del Gip Anna Maria Cristaldi che aveva confermato gli arresti in carcere per lo stesso anche dopo l’incidente probatorio che “cristallizza” le testimonianze delle presunte vittime. Nelle more della decisione della Cassazione, considerata l’età e il precario stato di salute dell’indagato oltre che eccessiva la misura cautelare adottata, l’avvocato Brancato presenta ricorso innanzi al tribunale del Riesame di Catania che accogliendolo, l’8 febbraio 2018 ne concede gli arresti domiciliari.
Il 30 luglio 2018 Capuana torna in libertà. Il Gip revoca infatti la misura degli arresti domiciliari. Vengono anche revocati tutti gli obblighi per le tre donne indagate.
Il 14 marzo 2019, il Gup di Catania, Simona Ragazzi, accoglie la richiesta di accesso al processo immediato avanzata dai quattro indagati per i quali la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio.
Il processo “immediato” è una procedura che consente di “saltare” l’udienza preliminare, quella di fronte al Gup, permettendo così che il processo possa venire celebrato al più presto. Il processo “immediato” è cosa ben diversa da quello “abbreviato” nel quale l’imputato accetta le prove del PM. Con il rito “immediato”, invece, non si accettano le prove d’accusa ma si vuole il dibattito proprio per contrastarle in aula.

Nel video l’avvocato Mario Brancato fa il punto della situazione.