Oasi di Sant’Euplio: la perla storico-naturalistica di Capo Milazzo

Ritornata all’originario splendore, artistico e storiografico, l’area Fonte di Sant’Euplio (anche detto Sant’Opolo, nella forma dialettale), sulla collina di Capo Milazzo, in provincia di Messina. Il merito dell’iniziativa si deve al milazzese Francesco Pensabene, artista ed atleta di fama, noto per essere grande appassionato di sport, oltreché abile istruttore di nuoto. Pensabene non è nuovo ad iniziative che coniugano sport e territorio. In questa occasione, ha deciso di radunare amici ed associazioni allo scopo di liberare dal groviglio di erbacce e dalla fitta vegetazione spontanea l’area, ed il sentiero che conduce ad un presunto monastero. Si tratterebbe di un monumento della prima metà del secolo VI d.C., di cui esistono soltanto alcuni resti. Sentiamo, nel dettaglio, cosa ne è rimasto dalla viva voce di Pensabene: «Una nicchia, – ci riferisce – un muro con una intercapedine, un foro. Si pensa si tratti di un altare. Adiacente un pozzo antico mai ripulito».

Il sentiero e i muri sono stati, dunque, sottoposti ad una minuziosa operazione di pulitura estesa all’intera area, che include la preziosa Fonte di Sant’Opolo. «Sono un uomo di sport e durante le operazioni di tracciamento delle piste sportive (trails) per la corsa sullo sterrato abbiamo scoperto un luogo dalla rilevante connotazione storico-naturalistica». Sono le parole di Francesco Pensabene, che a quel luogo riconosce una identità mistica e religiosa. «Durante l’allenamento, nelle nostre piste sportive,abbiamo trovato tracce del sentiero prodotto dai volontari di Legambiente dei primi anni 2000 – ci ha spiegato – e da ciò ne abbiamo sviluppato un nuovo camminamento». I resti verranno sottoposti all’attenzione di sacerdoti dell’ordine dei Basiliani attraverso il presidente Currò.

Stando ai cenni storiografici, il “convento” si dice risalga all’epoca del conflitto fra i Goti e i Bizantini, quando gli orientali furono incaricati dall’imperatore Giustiniano I di sottomettere le province italiane all’Impero d’Oriente. Gli abitanti di Bisanzio avevano conquistato l’Africa settentrionale e decisero di organizzare una spedizione in Sicilia allo scopo di cacciare le truppe di Teodorico. Assieme ai Bizantini anche i monaci di San Basilio. A loro si devono le tantissime comunità cenobitiche, a dimensione familiare, sorte in Sicilia. Tra queste, l’eremo di Sant’Opolo, che sorge in un punto strategico dove è facile tenere sotto controllo i versanti occidentale ed orientale.

La sorgente d’acqua ha virtuose qualità terapeutiche, tutt’oggi viene sottoposta ad analisi, ma che sembra siano ora inquinate. Con un potenziale ecologico ed una valenza escursionistica, lo scenario ha una destinazione sportiva e culturale. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento e l’impegno di «autentici pilastri del volontariato». A farne i nomi lo stesso Pensabene: «Dino Costa, Alessia Visalli, Massimo Merlino, Giovanni Mancuso, Carmelo Isgrò, Francesco Currò, presidente del sodalizio “Il promontorio” di Capo Milazzo, Davide Trio della Mylae Gym». Poi, lo stesso tiene a precisare un particolare importante: “Inserisco come copyright che il sentiero è stato realizzato dal volontariato nazionale di Legambiente; tuttavia, danneggiato da una frana nei primi anni 2000».