Ordinanza “via i migranti”, il Ministro blocca e scoppia la polemica

“Decide lo Stato, la sua ordinanza per il trasferimento fuori dalla Sicilia entro 24 ore non è valida. È una materia di competenza statale, un’ordinanza regionale non può incidervi”. La risposta del ministro dell’Interno, Luiciana La Morgese, all’ordinanza del presidente della Regione è rapida e secca.
E Musumeci non tarda a rispondere: “Tutti conoscono il mio rispetto per le istituzioni. Ma pretendo lo stesso rispetto per la mia gente. Da Roma non abbiamo avuto altro che silenzi: sullo “stato di emergenza” richiesto per Lampedusa due mesi fa, sui protocolli sanitari da applicare, sulle tendopoli da scongiurare, sui rimpatri che dovevano iniziare il 10 agosto e di cui non si parla più, sul ponte aereo per i negativi. Nulla. Solo silenzio. Il governo centrale è arrivato impreparato e non si è posto alcun problema sulla gestione di un numero enorme di sbarchi durante la pandemia. E adesso il problema è diventato la mia ordinanza? Il ministro dice che è nulla? Quindi la responsabilità è loro. Bene, sono usciti allo scoperto! Ma io, a differenza di quelli che parlano e straparlano da casa, sono entrato nell’hotspot di Lampedusa. E so bene che quelle strutture non sono adeguate sotto il profilo sanitario. Sono un rischio costante per i migranti e per chi ci lavora. Piuttosto che prendersela con me o con i siciliani, provino a fare sentire la loro voce in Europa e si diano un piano serio per tutelare gli italiani. Facciano qualcosa… o meglio facciano quello che non hanno ancora fatto! Noi andremo avanti”.
Il sostegno di Matteo Salvini non si fa attendere: “Massima solidarietà al governatore siciliano Musumeci che ora chiede il trasferimento degli immigrati dalla Sicilia, dopo che perfino i sindaci di Pd e 5Stelle si sono opposti allo sbarco dei finti profughi”.
E con Musumeci, ovviamente, si schiera l’assessore regionale alle Autonomie Locali, Bernardette Grasso, che afferma: “Non ci sono più scuse che reggano la totale indifferenza che il Governo nazionale sta dimostrando nei confronti della Sicilia sul tema dei migranti. Nonostante gli appelli di aiuto del Presidente Musumeci, sia Conte che il Ministro Lamorgese hanno continuato nella politica della noncuranza. Pertanto, ha fatto bene il Presidente della Regione Siciliana a emanare un’ordinanza che disponga la chiusura di hotspot e centri d’accoglienza. Da Roma vogliono far diventare la nostra Isola una polveriera pronta a esplodere?”.
Durissimo il commento del deputato nazionale, Santi Cappellani, dei LiberalPd, che stigmatizza l’ordinanza di trasferimento migranti: “L’ordinanza di Musumeci appare pretestuosa. L’individuazione di un luogo altro, rispetto alla Sicilia, ove trasferire i migranti, spetta – lo capiscono tutti – al governo nazionale, in intesa – nel caso – con gli organismi europei. Tale ordinanza non può avere alcun effetto pratico, se non quello di creare caos su caos. Sono costretto a ricordare al presidente Musumeci, che è stato eletto in una regione ove, per semplice posizione geografica, il problema dei migranti è implicito. La riallocazione dei migranti, nel rispetto assoluto della dignità umana, è una questione complessa. Non si può reagire a una propria incapacità di gestione con un atto di imperio che, nella forma e nella tempistica, appare isterico. Purtroppo appare evidente che tale ordinanza contraria a ogni realismo sia dettata dall’avvicinarsi del processo a Salvini, che lo vedrà, a Catania, imputato di sequestro di persona e abuso d’ufficio per la questione “Open Arma”. L’uso di attività istituzionali per campagne d’opinione è stigmatizzabile, oltre a rendere ancora più evidente la totale subordinazione del presidente della regione Sicilia agli interessi della Lega. Ricordo che i tamponi per i provenienti da Malta, Croazia, Spagna e Grecia, con ordinanza governativa, erano obbligatori dal 13 agosto. Fontanarossa li inizierà domani! L’incapacità organizzativa e la subalternità alla Lega di Musumeci, che sfocia in assurde ordinanze populiste, è sotto gli occhi di tutti”.
Dello stesso tono l’intervento di un altro esponente del PD, Fausto Raciti: “Il presidente della regione Siciliana, con una ordinanza contingibile e urgente dà l’ordine di svuotare tutti i centri di accoglienza per i migranti, prevedendone il trasferimento fuori dal territorio siciliano. E poi dispone che in Sicilia non possano più circolare, arrivare, vivere, sostare i migranti. Chi non rispetta questa previsione sarà punito. Ma punito chi? E questa ordinanza è rivolta a chi? Ai prefetti, che sono un organo del governo e possono prendere ordini solo dal ministro degli interni? Ai comuni o alla regione, che non hanno la facoltà di derogare ad una materia di legislazione esclusiva dello stato, quale è quella inerente lo status dei migranti? A chi allora? La verità è solo una e sempre la stessa. Musumeci non ha idea di come gestire il rischio di un ritorno massivo del Covid, e con queste letterine prive di fondamento normativo, prova ad ingannare il dibattito e scaricare su povera gente, senza colpe, l’incremento dei contagi. Pensi piuttosto a governare l’arrivo dei flussi turistici, a prevedere in modo sistematico, organizzato e massiccio il ricorso ai tamponi, a rafforzare le autorità sanitare, a gestire l’ordine pubblico in caso di assembramenti. Perché la caccia al migrante, oltre che essere una barbarie, non solo non protegge i siciliani dal virus, ma disorienta e spaventa in un momento in cui servono lucidità e cautela da parte di tutti”.
Polemico anche il commento di Emiliano Abramo della Comunità di Sant’Egidio: “Il presidente Nello Musumeci firma un’ordinanza volta a chiudere tutti i centri di accoglienza per i migranti mostrandosi ancora incapace di trovare soluzioni scegliendo invece di abbandonarsi al populismo e al sensazionalismo. Per di più dimostra di non conoscere bene neanche i propri doveri visto che il Viminale, anche se con garbo, gli ha spiegato che non ha alcuna competenza in tema di immigrazione. Spero di sbagliarmi, ma mi sembra che il Presidente si iscriva a quella triste schiera di politici chiacchieroni che per eliminare la povertà provano ad eliminare i poveri”.
“L’ordinanza di Musumeci sulla chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza per migranti è pura propaganda, mirata a cavalcare l’onda xenofoba che non si è mai spenta. A maggior ragione se si tratta di materia su cui la regione non ha competenza”: lo affermano in una nota congiunta Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia, e Mimma Argurio, della segreteria regionale del sindacato. “Si tratta comunque di un atto vergognoso- continuano i due esponenti della Cgil- da parte di un governo che prova così a celare le proprie inefficienze in materia di sanità e di gestione dell’emergenza, come la mancanza dei kit per i test sierologici, spostando su altro e su altri l’attenzione. Va peraltro segnalato- aggiungono Mannino e Argurio- che gli immigrati affetti da Covid sono meno del 6% del totale e che questi hanno un indice di contagio pari allo zero, visto che appena arrivati vengono sottoposti a tampone e isolati, tant’è che ad oggi nessun siciliano risulta contagiato da un immigrato”. Mannino e Argurio concludono dicendo che “invece che emanare provvedimenti che forse possono piacere a certa destra ma che sono assurdi da qualunque parte li si guardi, a partire dal profilo di legittimità, Musumeci farebbe bene a cercare di mettere in campo misure per il lavoro e per consentire una ripartenza in piena sicurezza di un ‘economia stressata oltre misura”.
Durissimo il commento di Arci Sicilia: “Musumeci continua, in ottima compagnia, a strumentalizzare la questione migratoria in questo momento di crisi sanitaria e sociale, con l’evidente intento di mascherare le tante deficienze del Governo Regionale nell’affrontare l’emergenza Covid-19 sotto al profilo sanitario, ma anche economico e sociale. L’ordinanza contro i centri per migranti è un atto che lede il diritto e la storia della nostra terra, che rischia di creare ulteriori tensioni nei centri ed, in più, un atto totalmente illegittimo, privo di motivazioni e mal scritto: più che un’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana sembra un comunicato stampa di CasaPound, che ignora tra l’altro quanto sostenuto dai più eminenti virologi, e cioè che la platea di persone migranti è più controllata e meno critica, ad esempio, di quella dei turisti, che sono molto più numerosi e molto meno controllati. Le navi quarantena le ha volute Musumeci e sono un luogo di grandissima tensione, non risolvono alcun problema e, anzi, ne creano, fornendo occasione di diffusione al virus e rendendo più complicata la gestione del post-quarantena. Cosa ci dice il Presidente delle sue responsabilità? Dire che i grandi centri per migranti vanno chiusi, senza indicare chi deve farlo né un modello di gestione alternativa, significa solamente soffiare sul fuoco dell’odio sociale alimentando stereotipi e disinformando le persone. Se il Presidente Musumeci pensa di sviare l’attenzione sulle sue responsabilità circa la colossale impreparazione e approssimazione dimostrata dalle istituzioni regionali nel fronteggiare il virus si sbaglia, perché d’ora in poi l’attenzione nel segnalare queste deficienze sarà moltiplicata. In più, con la firma in calce a questa ordinanza sostanzialmente razzista, si assume in ogni forma la responsabilità sull’eventuale aumento delle tensioni che dovesse determinarsi all’interno degli hotspot e, più in generale, dei grandi centri per migranti. Pensi, il Presidente, a governare la Sicilia e non l’opinione pubblica: noi continueremo in tutte le sedi a contestare la schifosa propaganda xenofoba che, ahinoi, oggi proviene non da qualche piccola sigla politica marginale ma dal Governo Regionale.”