Pescatori mazaresi: il rientro sotto la pioggia tra felicità e lacrime

Dopo centootto lunghissimi giorni di prigionia, che hanno seguito l’accusa di aver invaso le acque territoriali durante una battuta di pesca, oggi, il rientro a casa dei pescatori mazaresi al nuovo porto. “Non ce la facevamo più“. – hanno dichiarato. Tutti e diciotto negativi i tamponi rapidi eseguiti sui pescatori dell’Antartide e del Medinea, attraccati sulla banchina “Ruggero Settimo“. I test sono stati eseguiti, a bordo, dal personale sanitario di Croce Rossa, associazioni della Protezione Civile e Usca dell’Asp di Trapani.

Ad accogliere i marinai siciliani i parenti, la stampa ed il mondo politico, siciliano e non, con il sottofondo sonoro delle sirene di tutta la marineria di Mazara del Vallo. In particolare, i motopescherecci, fermi nel porto, non hanno mancato di dare il proprio, sentito benvenuto. Un fragoroso applauso ha, inoltre, accompagnato lo sbarco.

Una grande, emozionante festa connotata da felicità, tanta, e lacrime impossibili da trattenere. Il cielo si è tinto del rosa dei palloncini lasciati volare in segno di gioia e quasi a firmare la vittoria dell’Italia in questa triste, quanto difficile, parentesi. Intanto, emergono particolari macabri. Gli uomini hanno riferito di essere stati vittime di violenze. Li hanno sentiti i Carabinieri del ROS. Sul caso, indaga la Procura di Roma nella persona di Michele Prestipino.