Regione, parte da Taormina la candidatura di Cateno De Luca

“La Regione da decenni è stata occupata abusivamente da personaggi che hanno preferito continuare a galleggiare e non intervenire sulle questioni strutturali che ci trasciniamo da anni. Dobbiamo dire basta, è arrivato il momento che ci sia un ‘sindaco di Sicilia’ come presidente della regione che finalmente si occupi di amministrare questa terra”.
Lo ha detto il sindaco di Messina Cateno De Luca lanciando la sua candidatura a presidente della Regione durante l’assemblea regionale degli amministratori locali organizzata da Sicilia Vera a Taormina. “Se dovessi essere eletto – ha proseguito De Luca – porterei avanti subito quattro azioni concrete: il risanamento economico-finanziario della Regione, l’eliminazione delle sovrastrutture che servono solo per sistemare i trombati della politica, l’eliminazione degli affari solo per i privati come nel settore rifiuti dove non abbiamo speso 70 milioni di euro e abbiamo perso fondi e occasioni, infine maggiori finanziamenti e considerazioni per i comuni”.
“Sicilia Vera – ha affermato Cateno De Luca – vuole essere un’alternativa a questo fallimento. Oggi la nostra azione è diretta a costringere la politica e il sistema politico di cui Musumeci è simbolo ad assumersi le proprie responsabilità e le proprie colpe. Sicilia Vera è oggi modello di buon Governo. Lo dimostrano i fatti, lo dimostra la nostra storia. La nostra azione amministrativa, ha proseguito De Luca, scolpita nei rendiconti annuali, è contrassegnata dalla “politica del fare”, in netta discontinuità rispetto al volgare uso ed abuso che in questi anni la classe politica ha fatto delle istituzioni: gli straordinari risultati conseguiti nei palazzi municipali che stiamo governando confermano che noi amministriamo le nostre comunità e non ci siamo limitati e non ci limitiamo ad esercitare il mero ruolo politico finalizzato all’effimera ricerca del consenso con i tanti si, pur se dannosi, ed i pochi no, per non scontentare nessuno.”
Le critiche di De Luca all’operato del Governo Regionale guidato dal presidente Nello Musumeci sono nel merito.
Il primo aspetto finito sotto la lente d’ingrandimento di Cateno De Luca riguarda la mancata approvazione dei bilanci della Regione entro i termini di legge. Mancanza che crea una situazione di crisi di liquidità che non consente ai comuni e alle imprese che hanno ricevuto finanziamenti o che devono ricevere trasferimenti di far fronte alle proprie attività.
“La Regione Siciliana – ha detto De Luca – sta facendo fallire i comuni e le imprese non per i debiti per colpa delle imprese ma per l’eccessivo credito non riscosso nei confronti della Regione Siciliana.”
De Luca ha fatto alcuni esempi concreti.
“Per i rifiuti – ha ricordato il sindaco di Messina – quando Musumeci si è insediato aveva una disponibilità di oltre 5 milioni di mc di spazio in tutte le discariche, oggi siamo scesi a un milione e mezzo. Questo significa che siamo al collasso, che si prospetta solo un anno di autonomia. Eppure, Musumeci quando si è insediato da commissario aveva a disposizione 68 milioni di euro per l’emergenza rifiuti. Con i poteri speciali attribuitigli in 18 mesi, tanto era il tempo che gli era stato concesso, aveva la possibilità di attuare sette interventi scelti da lui e non ne ha fatto neanche uno. Tutto questo mi porta ad un’unica conclusione: è connivente. Mi dimostrasse lui l’opposto. E intanto la città di Messina, dal 8% è passata al 60% di differenziata, nonostante la Regione.”
Ancora peggio per De Luca è andata con le risorse e le infrastrutture idriche. “Musumeci, ha affermato De Luca, ha avuto a disposizione oltre un miliardo e mezzo di euro da destinare alla messa in sicurezza degli impianti, reti idriche ed impianti di depurazione che non ha speso. Ma, ha proseguito De Luca, vogliamo parlare anche delle risorse energetiche. Anche in questo caso dobbiamo registrare circa 80 milioni di euro di PO FESR 2014 – 2020 non spesi. Però nel frattempo ci informano che il piano energetico regionale è quasi pronto. Peccato che lo aspettiamo dal 2018, chiosa De Luca, e ad oggi ad essere pronte sono solo le linee guida. Dopo che sarà fatto il piano ci vorranno almeno tre anni per la VAS e intanto si consuma il saccheggio delle nostre zone agricole con i grandi sistemi non siciliani che realizzano impianti fotovoltaici sulle nostre terre. E questo Governo cosa ha fatto? Affari.”

Sicilia Vera, nella sua azione di critica a Nello Musumeci, ha subito trovato diversi interlocutori. Primo fra tutti il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, che intervendo al convegno di Taormina, ha ricordato gli ultimi fallimenti dei “click day” e delle procedure per assegnare i fondi anche ai Comuni, “costretti ad una inutile e stupida competizione fra loro”.
“Siamo di fronte ad una Regione che non ha più credibilità – ha detto Barbagallo – che è talmente ingolfata e intrisa di tensioni fra Assessori e tensioni fra Giunta e burocrazia da essersi del tutto aggrovigliata su sé stessa, con costi gravissimi che cadono sugli enti locali, sulle imprese, sui cittadini.
Fino a qualche anno fa, la Regione era “mamma Regione”, considerata il baluardo di fronte alle difficoltà dei cittadini, delle imprese e degli enti locali, mentre oggi si è ribaltata la prospettiva: la Regione è divenuta nemica dell’isola. Dai rifiuti, alle manutenzioni, alla gestione degli appalti, alla programmazione della spesa, la Regione rallenta l’attività amministrativa, così come quella delle imprese. In quattro anni, il Governo Musumeci non è riuscito a fare una sola vera riforma nei settori strategici, dimenticando per esempio cultura e turismo, che andrebbero unificati in un unico assessorato in una terra che su questi due elementi può costituire un unico motore trainante per l’economia.”

Musumeci, però, non rimane con le mani in mano e nei giorni scorsi ha avviato una serie di incontri con i segretari regionali dei partiti del centrodestra per concordare e definire un programma di fine legislatura. Il primo incontro si è svolto a Palazzo Orleans con la delegazione dell’Udc, guidata dal segretario nazionale Lorenzo Cesa, accompagnato dal segretario regionale Decio Terrana, dagli assessori Mimmo Turano e Roberto Lagalla.
Nel corso del colloquio, definito “cordiale” dallo staff del Presidente, la delegazione centrista ha ribadito la lealtà dei propri rappresentanti al governo della Regione e ha focalizzato con Musumeci alcuni temi prioritari, a cominciare dal disegno di legge di riforma del commercio, atteso da decenni, e dai temi legati all’ambiente e alla riorganizzazione della macchina amministrativa. All’inizio della prossima settimana Musumeci incontrerà il segretario regionale della Lega, Nino Minardo.
Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, ha inoltre ufficializzato, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, l’ingresso nel partito di Roberto Lagalla, ex rettore di Palermo, e attuale assessore all’Istruzione nel governo di Nello Musumeci. ei mesi scorsi il nome di Lagalla era circolato come possibile candidato del centrodestra a sindaco di Palermo.