Stop alla guerra in Nagorno Karabakh

“Anche l’Italia accoglie con sollievo il cessate il fuoco in Nagorno Karabakh raggiunto dopo la firma dell’accordo tra Azerbaigian, Armenia e Federazione Russa e ne auspica il pieno rispetto”. Lo rende noto il console onorario del Paese Azero per la Sicilia Domenico Coco: “Siamo soddisfatti per la conclusione del conflitto ottenuto anche grazie al contributo dell’Italia, anche come membro del Gruppo di Minsk, che garantirà ogni sostegno ai co-Chair per il consolidamento del cessate il fuoco. Sono state rispettate le risoluzioni delle Nazioni Unite ed i territori in questione sono ritornati dopo 30 anni all’Azerbaigian. Purtroppo tutto questo è costato caro anche per le tante vittime tra la popolazione civile”.
“L’Italia – scrive il Ministero degli Esteri guidato da LUigi Di Maio – darà il suo contributo, anche nell’ambito dell’UE, alla stabilizzazione e alla crescita della regione che rappresenta, tra l’altro, un importante snodo di connettività e di approvvigionamento energetico per l’Europa e per il nostro Paese”.
Oltre alle importanti misure relative al cessate il fuoco e al rispetto delle popolazioni civili, l’accordo di pace prevede anche che “Tutti i collegamenti commerciali e di trasporto nella regione saranno ripristinati. La Repubblica d’Armenia garantisce la sicurezza dei collegamenti di trasporto tra le regioni occidentali della Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica Autonoma di Nakhchivan al fine di organizzare la circolazione senza ostacoli di cittadini, veicoli e merci in entrambe le direzioni”.
“Come Console onorario di Sicilia e Calabria – afferma Domenico Coco -, come ho già fatto in questi anni, adesso che è tornata la pace potrò continuare a lavorare per coinvolgere le aziende di queste regioni in business forum e missioni imprenditoriali che possano portare un concreto vantaggio e benessere per le imprese di entrambi gli Stati e una ricaduta positiva sulle popolazioni sia italiana che azerbaigiana”.

Nella foto uno scorcio di Baku capitale dell’Azerbaigian.