Viviana e Gioele: il mistero si infittisce

“Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”. Diceva Sherlock Holmes, il grande investigatore creato dalla fantasia di Arthur Conan Doyle. Nel caso di Viviana Parisi e di suoi figlio Gioele, di 4 anni, sembra, però, tutto altamente improbabile. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono attualmente tre: Viviana uccide il bambino, lo seppellisce e si suicida gettandosi dal traliccio; Gioele muore nell’incidente, Viviana lo seppellisce e si suicida gettandosi dal traliccio; i due vengono aggrediti dai cani. La prima ipotesi sembra molto improbabile perché sono tutti concordi sull’amore viscerale che la donna nutriva per il figlio; la seconda viene esclusa dagli esperti che dai rilievi effettuati sull’auto di Viviana hanno stabilito che l’incidente è stato lieve ed inoltre non hanno riscontrato alcuna traccia di sangue; la terza ipotesi è solo una mera supposizione perché si sono visti dei grossi cani in zona e perché una gamba della donna sembra abbia subito dei morsi (che non si è stabilito però se siano stati inferti dopo la morte). Intanto, non è ancora stata trovata nessuna traccia del bambino e le ricerche continuano senza sosta. Gli inquirenti sono ormai certi che fosse in macchina con la mamma al momento dell’incidente e che con quasi certezza la abbia seguita quando lei si è inoltrata nelle campagne limitrofe all’autostrada. Potrebbe essere decisiva la testimonianza da parte di una famiglia di turisti, genitori e due figli, probbilmente settentrionali, che si sarebbero fermati poco dopo l’incidente con l’intento di prestare soccorso e avrebbero scambiato alcune parole con Viviana. Nonostante le ricerche e gli appelli, di questi importanti testimoni finora nessuna traccia. Restano ancora troppi punti oscuri a cominciare dal dettaglio che sul corpo di Viviana sia stato trovato un solo calzino: l’altro non si sa dove sia finito.