In memoria di Giuseppe Di Matteo, giovane vittima di mafia

Un omicidio mafioso nel tentativo di indurre a ritrattare il padre, collaboratore di giustizia ed ex mafioso, che aveva riferito agli investigatori dettagli e nomi dei responsabili della Strage di Capaci. Ed ecco intervenire, nella vita di Giuseppe De Matteo, ad interromperla, la nemesi storica: la ricaduta a piombo delle “colpe” del padre, paradossalmente reo di aver iniziato a collaborare con la Giustizia. Lui, che nemico di quella Giustizia lo era stato per anni. Il piccolo venne dato alla morte in un casolare di San Giuseppe Jato, dopo 780 giorni di prigionia, l’11 gennaio dell’anno 1996, quando Giuseppe aveva 12 anni. Oggi, ne avrebbe 40.

Quell’11 gennaio di 24 anni fa si consumò un delitto agghiacciante. Il ragazzino venne strangolato e, poi, sciolto nell’acido. Ad ucciderlo barbaramente Giuseppe Monticciolo, Enzo Brusca e Vincenzo Chiodo, su ordine tassativo del boss, l’allora latitante Giovanni Brusca, autore di oltre centocinquanta delitti. Precedentemente, il rapimento, avvenuto il 23 novembre del 1993, nel maneggio di Piana degli Albanesi, ad opera di un commando di Brancaccio composto da Giuseppe Graviano, Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro e Giovanni Brusca.

A decine le condanne inflitte agli uomini del disonore, che hanno contribuito al rapimento, ed all’omicidio, del bambino divenuto il simbolo della sconfitta della mafia. Si deve al fratello Nicola la giornata commemorativa indetta in onore di Giuseppe. Lunedì 11 gennaio 2021 sarà il giorno in cui ricordarlo tra Altofonte, suo comune di nascita, e San Giuseppe Jato. “Oggi, Giuseppe avrebbe quarant’anni – ha ricordato Angelina De Luca, sindaco di Altofonte – all’incirca la mia età. Per noi, allora ragazzini del paese, la sua scomparsa e poi la morte è sempre stato un trauma incancellabile. Ma è solo andando sul luogo del suo martirio, nel casolare di Giambascio, che ci si rende conto della brutalità e della desolazione di questa immane tragedia”.

Per non dimenticare il sacrificio di un piccolo innocente, è stato pensato un programma che comprende varie iniziative. Per cominciare, alle ore 10, nel Salone parrocchiale della Chiesa madre Santa Maria di Altofonte, in piazza Falcone e Borsellino, si svolgerà la cerimonia commemorativa, cui potranno partecipare esclusivamente i diretti invitati. Coordinerà la ricorrenza Pino Nazio, giornalista e autore de “Il bambino che sognava i cavalli”.

È lunga la lista delle personalità parteciperanti all’evento: l’Arciprete Vincenzo Antonino La Versa, parroco della parrocchia di Santa Maria; Angela De Luca, sindaco di Altofonte; Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe; Roberto Lagalla, Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale; Claudio Fava, presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana; Salvatore Graziano, commissario del Comune di San Giuseppe Jato; Nicolò Mannino, presidente del Parlamento della legalità internazionale; Caterina Pellingra, referente Presidio Libera Valle Jato “Giuseppe Di Matteo e Mario Nicosia”; Monica Genovese, legale della famiglia Di Matteo e Irene Iannello, ex preside dell’Istituto comprensivo di Altofonte.

Incluso, nel palinsesto, anche un collegamento dal Senato della Repubblica italiana per consentire ai parlamentari di esprimere il proprio contributo. La carrellata degli interventi riguarderà il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra e il vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere, Cinzia Leone. Non mancheranno i videomessaggi del Monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e di Leoluca Orlando, presidente Anci Sicilia.

Alle ore 11:30, un omaggio floreale verrà deposto nel luogo del martirio vissuto da Giuseppe, nel Giardino della Memoria, San Giuseppe Jato, località Giambascio. Alle 12:30, nella piazza Falcone e Borsellino di San Giuseppe Jato, scopertura di una mattonella commemorativa con gli insegnanti e gli alunni coinvolti nel campo estivo di Libera dedicato al ricordo di Giuseppe Di Matteo. Tutte le manifestazioni si svolgeranno nel rigoroso rispetto delle norme di contenimento della diffusione del Covid-19.