Università di Catania, bandi truccati: rinvio a giudizio per 2 ex rettori e 8 professori

Il GUP di Catania, decidendo sul primo dei due processi sugli illeciti commessi in ambito universitario e consistiti nell’alterazione dei bandi e delle procedure per la selezione del personale docente, ha disposto il rinvio a giudizio per quarantadue capi d’imputazione elevati nei confronti di due ex Rettori dell’Università di Catania e di otto Capi dipartimento dello stesso Ateneo.

Nell’ambito dello stesso procedimento è stata, altresì, emessa condanna con le forme del rito abbreviato nei confronti dell’ex Prorettore dell’Università di Catania alla reclusione di un anno e due mesi per il delitto di abuso d’ufficio commesso in relazione alla formazione di un bando per un posto di professore di prima fascia presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche per il settore scientifico disciplinare “Diritto Romano e Diritti dell’antichità”.

Il GUP ha, invece, deciso per il non luogo a procedere (e per l’assoluzione nel procedimento celebrato nelle forme del rito abbreviato) con riferimento al contestato reato associativo.

La sentenza del GUP – sebbene non abbia riconosciuto l’esistenza di un’associazione rilevante ai sensi dell’art. 416 c.p. (decisione per la quale la Procura intenderà valutare, lette le motivazioni, eventuali gravami) fornisce un importante riscontro all’ipotesi accusatoria in merito all’esistenza di un diffuso sistema di illegalità all’interno delle istituzioni universitarie catanesi.

La prima udienza del processo avrà luogo il prossimo 10 maggio davanti alla Terza sezione penale del Tribunale. Gli imputati sono i due ex rettori, Francesco Basile e Giacomo Pignataro, e sette docenti: Giuseppe Barone, Michele Maria Bernadetta Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Carmelo Giovanni Monaco, Roberto Pennisi e Giuseppe Sessa. 

il professore Giancarlo Magnano di San Lio, che ha fatto richiesta di rito abbreviato, è stato assolto per l’accusa di associazione a delinquere ma è stato condannato a un anno e due mesi, pesa sospesa, per abuso d’ufficio.